holsteiner    marchio vincente
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Dal 1960 a oggi un formidabile consorzio privato di allevatori tedeschi ha trasformato i propri cavalli agricoli in campioni sportivi apprezzati in tutto il mondo. E non costano neanche tanto

Sui campi ostacoli di tutto il mondo i cavalli Holsteiner si impongono con sempre maggiore frequenza. Tanto per fare un esempio, nel recente Gran Premio "Il Resto del Carlino" al Pavarotti International di Modena, dei primi cinque soggetti classificati ben quattro erano portavano questo marchio. È Holsteiner Calvaro V (da Cantus-Merano), montato da Willi Melliger, il migliore della finale a quattro ai Weg di Roma, dove il titolo iridato è stato vinto comunque da un altro Holsteiner, Gandini Lianos (da Landlord-Landego) montato da Rodrigo Pessoa. E pure Holsteiner sono Loro Piana Aramis (da Athlet-Fernando) con da Roberto Arioldi vincitore della potenza a Piazza di Siena, Lux Z (da Lord Calando-Ahorn, genealogia Holsteiner ma registrazione Hannover) agli ordini di Jerry Smit. E ancora,  Gisowatt Corofino (da Corrado-Fernando) montato da Valerio Sozzi, Chivas (Carthago-Marlon) e Bachus Z (Bajar-Rasputin) del cavaliere-editore Andrea Riffeser Monti. E la lista dei testimonial potrebbe continuare ancora a lungo. Perché una stessa razza produca a getto continuo tanti campioni e sempre tanti ottimi cavalli, dipende da una struttura allevatoriale altamente organizzata e da un approccio professionale figlio del più rigoroso piglio germanico.
l'Holsteiner verband

Ovvero il Centro equestre di allevamento, equivalente al nostro Istituto di incremento ippico, è il consorzio degli allevatori e sorge a Elmshorn, pochi chilometri a nord-est di Amburgo, nella regione dello Schleswig-Holstein. Adiacente al locale ippodromo, la prima cosa che si vede arrivando dalla strada è la statua di Landgraf I (da Ladykiller xx), uno dei capistipite della razza odierna, nell'aiuola prospiciente la costruzione principale in mattoni rossi, sede degli uffici. Dietro questo complesso di edifici sono ubicate scuderie, collegate ai maneggi coperti e all'aperto che, a loro volta, si affacciano sulla pista dell'ippodromo. Al centro di un'aiuola dal verde curatissimo, si nota un cippo di pietra: lì sotto riposa Meteor (da Metellus), il cavallo che con Fritz Thiedemann vinse negli anni '60 i più grandi allori per la Germania e per la razza Holsteiner. Una sua statua sorge davanti al ministero dell'Agricoltura e ciò lascia ben intendere cosa rappresenti qui l'allevamento del cavallo da sella. Lo Pferdezentrum di Elmshorn riveste un ruolo fondamentale nell'ambito dell'Holsteiner Verband, perché la recente storia e l'evoluzione dei suoi prodotti iniziano proprio lì. Nel 1960 il governo del Land, ancora alle prese con la ricostruzione postbellica, decise di non investire più nell'allevamento. In tutto lo Schleswig-Holstein rimanevano soltanto un migliaio di fattrici delle quattro mila prima esistenti. Così fu chiesto agli allevatori se volessero continuare privatamente la propria attività. Questi accettarono, costituendosi in un consorzio, l'Holsteiner Verband. Per la cifra simbolica di un marco fu loro venduto lo Pferdezentrum di Elmshorn e, a una successiva asta, anche i cavalli che vi erano ospitati. Questi agricoltori-allevatori si proposero subito di trasformare il cavallo esistente in un soggetto sportivo, dato che l'utilizzo di razze pesanti in campagna era ormai obsoleto. Per sostenere economicamente l'iniziativa istituirono rassegne e gare che avevano come obiettivo il rilancio nell'equitazione. Una scelta di coraggio e di fiducia nelle proprie capacità, che nel giro di pochi anni avrebbe trasformato una situazione compromessa in una realtà invidiata da tutto il mondo.

 
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